È la festa di mezza Estate, quando il sole è al suo culmine, i frutti della terra sono maturi e la Natura giunge al suo massimo splendore.
San Giovanni è la festività cristiana che ha sostituito la celebrazione pagana Litha, della quale raccoglie e mantiene molte tradizioni diffuse in tutta Europa. La notte che precede San Giovanni è usanza l'accensione dei fuochi, appiccati con le erbe vecchie. Questi falò, assieme alla tradizionale raccolta delle erbe giovani, segnano il momento di svolta nell'anno e la conseguente rigenerazione. Le piante raccolte nel giorno più lungo dell'anno vantano qualità prodigiose: sono medicamentose, valide come talismani e usate per predire il futuro. Tra queste ci sono il cardo, la salvia, la verbena, la valeriana, la maggiorana, la menta, l'artemisia, la ruta, l'arnica e l'iperico, la cosiddetta erba cacciastreghe o scacciadiavoli, che raggiunge l'apice della fioritura proprio nei giorni del Solstizio. Altra usanza di questa festività è la rugiada, legata alla tradizione dell'acqua odorosa. L'acqua di San Giovanni veniva preparata per sfruttare la forza e la potenza di piante e fiori intrisi della rugiada degli Dei così da proteggere i raccolti ed allontanare le calamità. Lavarsi con l'acqua di San Giovanni era un vero e proprio atto purificatore. La tradizione ci tramanda che le comunità contadine si riunivano all'alba e, in un rito collettivo, si bagnavano gli occhi per proteggere la vista e favorire la capacità di vedere oltre il mondo visibile.
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